Natalino Mele, registrato come Natale Mele, è conosciuto soprattutto come il bambino sopravvissuto al duplice omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, avvenuto nelle campagne di Signa nell’agosto del 1968. Aveva appena sei anni e si trovava nell’auto in cui furono uccisi sua madre e l’uomo che era con lei.
La vicenda divenne ancora più importante anni dopo, quando quel delitto fu collegato alla serie attribuita al Mostro di Firenze. La storia di Natalino, però, non riguarda soltanto un famoso caso di cronaca nera: è anche la storia di un bambino che perse improvvisamente la madre e che ha trascorso gran parte della vita portando le conseguenze di quella notte.
Chi è Natalino Mele?
Natalino Mele è una figura strettamente legata alla storia del Mostro di Firenze, anche se è importante chiarire subito un punto: Natalino non è noto come autore dei delitti. È, prima di tutto, una vittima sopravvissuta a una tragedia avvenuta quando era ancora un bambino.
Nella notte tra il 21 e il 22 agosto 1968, sua madre Barbara Locci e Antonio Lo Bianco furono trovati morti all’interno di un’automobile nelle campagne di Castelletti di Signa, vicino a Firenze. Natalino era presente nell’auto e sopravvisse.
Natalino Mele: biografia, età e famiglia
Per comprendere la storia di Natalino Mele bisogna tornare alla Toscana degli anni Sessanta. Natalino era figlio di Barbara Locci e cresceva nel contesto familiare formato dalla madre e da Stefano Mele, marito della donna.
Per decenni Stefano fu considerato suo padre. La situazione è cambiata nel 2025, quando l’esame genetico ha indicato Giovanni Vinci come padre biologico. Giovanni era il fratello maggiore di Francesco e Salvatore Vinci, nomi comparsi nelle complesse indagini legate alla cosiddetta pista sarda. Giovanni, secondo ANSA, non era però stato coinvolto personalmente nell’inchiesta sul Mostro di Firenze.
Natalino Mele e il delitto di Signa del 1968
Il momento che cambiò completamente la vita di Natalino arrivò nell’agosto del 1968. Barbara Locci e Antonio Lo Bianco si trovavano in un’Alfa Romeo Giulietta nelle campagne di Signa. Natalino, che aveva sei anni, era nell’automobile. Durante la notte i due adulti furono raggiunti da diversi colpi sparati con un’arma calibro .22.
Natalino non venne colpito. Il bambino lasciò l’automobile e, intorno alle due di notte, arrivò presso l’abitazione di Francesco De Felice, dove venne soccorso e furono avvertite le autorità. I documenti e le successive ricostruzioni hanno dedicato grande attenzione al percorso compiuto dal bambino e a ciò che disse nelle ore e nei giorni successivi.
La testimonianza di Natalino Mele: cosa raccontò?
Le dichiarazioni attribuite al piccolo Natalino diventarono immediatamente importanti per gli investigatori. Era l’unica persona sopravvissuta presente nell’automobile e aveva soltanto sei anni. Comprensibilmente, ottenere da un bambino così piccolo una ricostruzione lineare di un evento traumatico rappresentava un problema molto delicato.
Le cronache dell’epoca riportarono versioni differenti delle sue dichiarazioni. Anche gli atti investigativi ricostruiscono il suo arrivo presso l’abitazione dove fu soccorso e le successive verifiche effettuate dagli inquirenti. Proprio queste variazioni hanno alimentato nel tempo molte teorie.
Natalino Mele e il Mostro di Firenze: qual è il collegamento?
Il duplice omicidio del 1968 non nacque come un’indagine sul Mostro di Firenze. All’epoca il caso venne trattato come un delitto legato all’ambiente personale e familiare delle vittime. Stefano Mele fu accusato e successivamente condannato per l’uccisione di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco.
La situazione cambiò molti anni dopo. Le indagini sui successivi duplici omicidi commessi nella provincia di Firenze portarono gli investigatori a riesaminare il caso del 1968. Gli elementi balistici collegarono il delitto di Signa alla serie di omicidi attribuita al Mostro di Firenze.
Chi è il vero padre di Natalino Mele? La scoperta del DNA
Uno degli sviluppi più sorprendenti della storia è arrivato quasi sessant’anni dopo il delitto. Nel luglio 2025 è stato reso pubblico l’esito di un accertamento genetico disposto dalla Procura di Firenze. Secondo quanto riportato da ANSA, l’esame ha stabilito che Natalino non è figlio biologico di Stefano Mele.
Il padre biologico indicato dall’accertamento è Giovanni Vinci. Chi era Giovanni Vinci? Giovanni Vinci era il fratello maggiore di Francesco e Salvatore Vinci. Questi ultimi erano comparsi, in momenti diversi, nelle indagini relative alla pista sarda.
Che fine ha fatto Natalino Mele dopo il 1968?
La vita di Natalino non tornò normale dopo quella notte. Secondo quanto ha raccontato nel 2025, dopo l’omicidio della madre trascorse molti anni in collegio, dai sei fino ai vent’anni. Successivamente fece il servizio militare a Capo Teulada, in Sardegna. La sua vita adulta fu segnata anche da importanti difficoltà economiche e abitative.
Nel 2010 la Repubblica raccontò che Natalino viveva in una tenda nel parco di San Salvi, a Firenze, quando un incendio rischiò di provocare un’altra tragedia. L’anno seguente lo stesso giornale descrisse le difficili condizioni abitative che affrontava insieme alla compagna.
Natalino Mele oggi: dove vive e cosa sappiamo?
Negli ultimi anni Natalino ha cercato soprattutto una cosa: tranquillità. Nell’intervista del 2025 ha raccontato di vivere a Firenze e di avere attraversato una lunga fase di precarietà dopo l’uscita dal collegio. Ha parlato apertamente delle ferite lasciate dalla sua esperienza e del desiderio di avere finalmente una vita più serena.
Nel 2026 è arrivata anche una notizia positiva sul piano abitativo. In occasione dell’uscita della sua autobiografia è stato riferito che Natalino aveva recentemente ottenuto una casa popolare dal Comune di Firenze, dopo anni segnati anche dalla mancanza di una dimora stabile.
Natalino Mele e il libro Il sopravvissuto
Nell’agosto 2026 è stata annunciata l’uscita di Il sopravvissuto, autobiografia firmata da Natalino Mele insieme a Nico Parente e pubblicata da Shatter. Il libro propone una prospettiva differente rispetto alle tante opere dedicate al Mostro di Firenze.
Non mette al centro soltanto l’assassino, gli investigatori o i sospettati. Cerca invece di raccontare la vita di chi è sopravvissuto. Il volume ripercorre l’infanzia di Natalino dopo l’assassinio della madre, gli anni trascorsi lontano dalla famiglia e le successive difficoltà vissute anche senza una casa stabile.
Natalino Mele: fatti confermati e domande ancora aperte
A distanza di decenni, alcuni elementi della storia di Natalino Mele sono ben documentati. Sappiamo che aveva sei anni quando Barbara Locci e Antonio Lo Bianco furono assassinati a Signa. Sappiamo che sopravvisse e che raggiunse una casa dove venne soccorso. Sappiamo inoltre che il delitto fu successivamente collegato dal punto di vista investigativo alla serie del Mostro di Firenze.
Dal 2025 sappiamo anche che un accertamento genetico ha indicato Giovanni Vinci come suo padre biologico. Restano invece questioni sulle quali è necessario usare molta prudenza. Non è stato stabilito pubblicamente con certezza perché Natalino venne risparmiato. Sono state inoltre discusse diverse ricostruzioni su come raggiunse la casa dove chiese aiuto. Lo stesso Natalino afferma oggi di non ricordare la notte del delitto.
Conclusione
Natalino Mele rimane una delle figure più particolari e dolorose della storia legata al Mostro di Firenze. Aveva soltanto sei anni quando sopravvisse all’assassinio della madre Barbara Locci e di Antonio Lo Bianco nella campagna di Signa.
Per decenni la sua identità pubblica è rimasta legata quasi esclusivamente a quella notte. La scoperta del 2025 che indica Giovanni Vinci come suo padre biologico ha aggiunto un nuovo elemento alla sua storia, senza però risolvere automaticamente i misteri del delitto.
FAQ su Natalino Mele
1. Chi è Natalino Mele?
Natalino Mele, registrato come Natale Mele, è il bambino sopravvissuto al duplice omicidio di Signa del 1968, successivamente collegato al caso del Mostro di Firenze.
2. Quanti anni aveva Natalino Mele nel 1968?
Natalino Mele aveva sei anni quando sua madre Barbara Locci e Antonio Lo Bianco furono uccisi.
3. Chi è il padre biologico di Natalino Mele?
Un accertamento genetico reso pubblico nel 2025 ha indicato Giovanni Vinci come padre biologico di Natalino Mele.
4. Cosa ricorda Natalino Mele della notte del delitto?
In dichiarazioni recenti Natalino ha affermato di non ricordare la notte dell’omicidio, invitando quindi alla prudenza sulle ricostruzioni attribuitegli.
5. Dove si trova Natalino Mele oggi?
Natalino ha raccontato di vivere a Firenze. Nel 2026 la sua storia personale è tornata all’attenzione anche grazie all’autobiografia Il sopravvissuto.
Per saperne di più: Daniela Casulli




